Anche stamattina appena arrivata in ufficio, mi sono fatta il mio tazzone di tè, quello che mi sta accanto quando comincio a leggere e rispondere alle email arrivate nella notte e che mi supporta quando prendo atto delle magagne che si accalcano rumorosamente sulla mia scrivania ("Prima io! Prima io!").
Finito il tè, ancora una volta, ecco che mi appare chiaramente una figura nella tazza.
E' magico.
E' sicuramente magico di magia.
L'interpretazione delle macchie del tè è un'arte divinatoria seria e antichissima che risale almeno a tre settimane fa. Nel caso odierno il personaggio che si delinea è di una chiarezza lampante: un orso con una bella panciona tonda e un'aria vagamente perplessa. Mi sembra che ondeggi un po'. Che si chieda che fare.
Vedo, vedo, vedo… vedo tre significati. Il primo, tradizionale, l'orso è la forza, la solitudine, è l'animale che si ritira in inverno per tornare possente in primavera a spaccare tutto. Un invito alla riflessione che sfocia in un'azione ferma e sicura. Decisioni che devo prendere. Senza fretta. Ma senza esitazione.
Il secondo significato è che è da un po' che non vado sul blog dell'orsetto Germ. Me lo segno. Devo andare a vedere com'è sta il bravo orscetto.
Il terzo significato invece è chiaramente una predizione. Stasera mi nutrirò orsescamente, e dopo il filetto di salmone all'aneto, darò fondo al barattolo di miele al corbezzolo che comprai quest'estate in Sardegna. E mi verrà la panzetta tonda tale e quale al mio orso del tè.
Fa ancora freddo.
Il termometro non supera i cinque gradi e nei grandi spazi dell'ufficio il riscaldamento fatica. Benché veda che la luce del tramonto indugia qualche minuto ogni giorno di più, l'inverno è ancora abbastanza possente per spingermi tante volte a scaldare l'acqua per farmi il tè.
Dal mattino alla sera.
Dal dopopranzo alle cinque.
E quando la giornata è stata lunga, diversi sacchettini restan testimoni dei miei andirivieni di acque bollenti.
Quando li guardo mi piace sognare dei lunghi viaggi che han fatto le foglie per arrivare fino alla mia tazza. Quasi tutte sono state raccolte a mano nei giardini cinesi, giapponesi, indiani, sri lankesi, perfino in kenya. Quasi tutte le foglie sono state lavorate, scelte, pesate, comprate, spedite in casse di legno, come un secolo fa. Queste foglie hanno una storia. Tutte. E tutte sono umili, non chiedono a chi sorseggia di conoscere. Non chiedono altro che di essere lasciate in infusione un tempo giusto per ciascuna.
Io li bevo tutti, i tè. Quello sfuso, in sacchetti, in bustine, perfino il tè freddo. Quello fermentato, quello non fermentato, quello affumicato, quello semifermentato. Quello puro, quello di un solo giardino, quelli aromatizzati, quello coi petali, quello verde, quello nero, quello giallo, quello bianco, quello rosso, quello blu. Un arcobaleno di foglie. Avere la tazza sempre mezza piena. Sorseggiare sovrappensiero. Rispondere al telefono dicendo "scusi, stavo bevendo un bianco -poi ricordando che sono le dieci di mattina aggiungere - Un tè bianco". Offrire un twinings al bergamotto a chi non sa bene, un marco polo a chi crede di sapere, uno al riso per chi sa, gli aghi fini del sencha solo agli amici. Soffermarsi sui colori, sui riflessi, sui profumi, senza dimenticare il piacere, ché se un tè non piace può essere il più caro e il più ricco ma chissenefrega. Senza dimenticare che il tè si beve senza zucchero e senza latte, ma se tu lo preferisci con lo zucchero, il latte, l'aspartame e il succo d'ananas, hai ragione tu e fai bene.
Io il tè lo bevo, non lo degusto.
Io il tè lo amo.
E’ strana la gente…
Ho letto che qualcuno parla alla cioccolata, roba da matti.
Ma mi sono divertita ancora di più a leggiucchiare con quali chiavate di ricerca alcuni sono capitati su questo blog durante il mese di dicembre..
Ho come l’impressione che la maggior parte deve essere qua assolutamente per caso, cercando tuttaltro. Per esempio cosa avran pensato quanti cercavano informazioni sull’accento varesotto, o sui proverbi storpiati (all’elettricista non far sapere quant’è buono il voltaggio con l’ampere!), o cornetti proverbi (proverbi sui cornetti?) … avrei voluto anche vedere l’espressione di chi è arrivato qui cercando battaglie medievali.
A chi cercava camera nascota.it, o dita per aumento massa magra, o forza musculare invece consiglio vivamente di andarsi a rivedere l’ortografia (camera nascoSta, diEta per aumento massa magra, forza muscOlare). Auguro poi buona fortuna a chi cercava gli ingredienti dello zampone, dei chewingum, della girella motta, delle caramelle gommose haribo.
Vedo poi che in diversi siete arrivati qua cercando Connie Nielsen nuda. E va bene, a chi proprio fosse interessato, consiglio di andarsi a vedere il finale del film « L’avvocato del diavolo » con Al Pacino e Keanu Reeves, dove quella stronza della Connie (cordialmente odiata in quanto facente parte di quelle donne troppo belle per essere vere e che fanno risultare scialbe tutte quante le altre, per belle che siano) lascia cadere il vestito dicendo al fratellastro « guardami… guarda solo me ». Che si possa in quell'istante ricoprire di brufoli con la punta gialla.
Altri sono capitati qua cercando su google se ogni tanto uno si abbuffa non ingrassi (ma che ricerca è ?) o anche non si ingrassa con una mangiata… che sembra quasi una supplica… google, ti prego, rassicurami… vero che non si ingrassa con una mangiata ? E va bene, lo confermo, non si ingrassa con una sola mangiata, ma tutto dipende dalla frequenza di queste mangiate. In ogni caso frustrarsi tutto l’anno e abbuffarsi nelle feste comandate è deleterio.
A chi cercava le caratteristiche del té Oolong e chi tentava di scoprire qualcosa sul Ti kuan yin rispondo riassumendo che : il Ti Kuan Yin è un tè che fa parte degli Oolong, cioè dei tè semi fermentati. Per farla semplice diciamo che il tè Oolong è una via di mezzo tra il tè verde che ormai tutti conoscono e il tè nero fermentato che beviamo tutti senza saperlo (cioè al bar se chiedete un tè vi daranno probabilmente una bustina lipton o twinings di tè nero, aromatizzato oppure no). Le caratteristiche dell’Oolong sono che non essendo troppo fermentato conserva buona parte della vitamina C che è presente in massima parte nei tè verdi e assente nei tè neri.
Il Ti Kuan Yin è un tè Oolong che ha una misteriosa leggenda edificante legata al suo nome, leggenda che non racconterò ora (l’arte della suspense).
Ti Kuan Yin significa « dea di ferro della misericordia ».
E’ un ottimo tè per avvicinarsi agli Oolong.
In breve tra le chiavi di ricerca vedo ancora :
carote cotte (ebbene, le carote cotte hanno un indice glicemico più alto di quelle crude e sono anche più caloriche, pare)
rimedi dita macchiate (e che ne so?)
gamberetti fanno ingrassare (no, assolutamente no, a meno che uno ne mangi un cargo e affogati nella salsa aurora)
bere acqua fa sgonfiare (vero, fa sgonfiare, depura, aiuta il drenaggio, fa più bella la pelle, contribuisce al transito intestinale, apporta un aiuto concreto per la pace in irak, risolve in buona parte il conflitto mediorientale, accresce il QI di Bush, etc etc)
moka napoletana minuti (se la moka ci mette troppo tempo a far scendere un caffé mediocre, prova a metterla sul gas. Acceso.)
pastine con uova scadute (e fai più attenzione, che diamine)
penicillina nelle chiappe (e dove vuoi metterla, tra le dita dei piedi?)
polpaccio magri (basta smetterla con sta mania di mettere i pantaloni dentro agli stivali)
sgonfiare la pancia (smetti di mangiare panzerotti a colazione)
sigarettina blog (no, faccio parte dei sigarettini nostalgici che hanno smesso ma che sanno quanto sia ristoratrice la pausa-sigaretta)
pompinara vecchia (non so che dire, non facendo ancora parte di alcuna delle due categorie)
sensuali incinte (de gustibus)
tuberi esotici (mannaggia mi hai scoperta, in effetti io sono un tubero esotico!)
ingrassa mangiare tutti i giorni il formaggio ? (dipende da quanto ne mangi, cara la mia antonellaclerici!).
Per ora basta che ce n'è un quintale di porcate di questo genere (sì, c'è anche chi ha cercato "porcate"). Per fortuna l'epifania tutte le feste se l'è portate via, e possiamo tornare a discorrere più tranquillamente del più e del meno. Mi si permetta un piccolo "credit": la chiave di cioccolata che ho fotografato e che sta lì sopra in bella mostra arriva da Limone Piemonte, dove tra le specialità locali c'è anche quella di fare ottimi cioccolatini in forma di chiodi, chiavi inglesi, bulloni, ferri di cavallo che ricoperti di cacao sembrano davvero in ferro arrugginito. Mi farà da dolce per dopopranzo.
Il vento forte fischia sui vetri e le nuvole si rincorrono alte in un cielo profondamente blu, così raro in questa stagione, così raro in questa regione.
I cimiteri sono fioriti, la primavera dei cimiteri arriva in autunno.
Per puro caso, proprio oggi, bevevo un thé al crisantemo.
Il thé sa adattarsi ai tempi, agli umori, ai sospiri, ai colori tenui, ai silenzi e ai pensieri.
Il thé accompagna discretamente chi al thé si accompagna.
In qualche giorno di ragionevole attenzione, ho perso i primi 800 grammi. Me ne mancano 700. Mica terribile.
Uno dei miei alleati preferiti in tempi controllati, è il thè. Era un alleato ed è diventato un piacere. Beninteso la coca-light è un grande classico, ma ultimamente mi fa venire dei bruciori di stomaco che m'han fatto passare la voglia. Il thè invece è praticamente perfetto: con un po' di attenzione si può evitare di assumere troppa teina, si può variare diverse volte nella giornata i sapori con la ricerca di thè un po' inusuali, e dopo un po' di settimane ci si accorge che il thè diventa quasi un rituale. Niente contro i lipton in bustina, ma se uno prova anche solo un twinings sfuso ben fatto, si rende conto in un attimo che non c'è paragone. Che la bustina va bene quando non si ha tempo e si vuol fare in fretta una roba calda da bere, mentre un thè sfuso nell'apposito filtro di carta o cotone ha sapori e sfumature che non si sarebbero mai sospettati. La stessa differenza tra un castellino in scatola e un buon chianti, la stessa differenza tra un nescafé solubile e un vero espresso del bar (o il caffé con l'ormai quasi introvabile moka napoletana, che richiede tempo, calma, pazienza).
Io bevo almeno un litro e mezzo di thè al giorno, per cui è stato giocoforza limitare la teina. Visto che i thè deteinati lo sono per procedimenti chimici che non mi ispirano per niente, ho scoperto che in certi negozi vendono i thè "rossi" che sono naturalmente deteinati, nel senso che la teina non ce l'hanno, non ce l'hanno mai avuta, sono stati fatti così e così restano. E se no, basta riutilizzare lo stesso thè per diverse tazze: la teina infatti si libera nell'acqua soprattutto nei primi due minuti di infusione. Per cui se riutilizzo le stesse foglie di thè per tazze successive, le lascio in infusione un po' più a lungo : 6 o 7 minuti per esempio per un semplice twinings giallo, al bergamotto. Così continuo a bere "gratis" e senza teina. Infatti l'errore che si fa spesso con i thè sfusi è che uno li lascia nella teiera finché non si è finito di bere tutto, e magari dopo venti minuti ci si serve ancora una tazza di un thè che ormai è nero pece. Le foglie del thè hanno tempi di infusione che sono molto precisi: se si lasciano troppo poco nell'acqua, il thè non sviluppa abbastanza tutte le sue caratteristiche. Se invece li si lascia troppo a lungo si rischia di trovare il thè troppo amaro, cosa che non è dovuta alla teina, ma al tannino a causa delle sue proprietà astringenti (hai presente la lingua ruvida?). Da evitare anche i due gesti comunissimi detti dell'ascensore e della scarpa. L'ascensore è quando uno pensa che a far salire e scendere la bustina trenta volte nella tazza, si possa accorciare il tempo di infusione. La scarpa è l'altra brutta abitudine di schiacciare con un cucchiaino la bustina contro la tazza. Nei due casi l'acqua si colora, ma le foglie, che sono secche, non hanno il tempo per impregnarsi di liquido e liberare i profumi.
E poi nei primi giorni di dieta bere molto è anche molto utile per la testa oltre che necessario per il corpo. Se uno beve durante la giornata qualcosa che gli piace, si stempera di molto quell'aria sfigata di chi sa che sono finiti i tempi delle torte al cioccolato e della pasta al pesto. Almeno per il momento.
7 vizi capitali
appunti disgiunti
chiavi di ricerca
club med
correre
disastri
fiabe
fondi del tè
fonio
lancio box
metabolismo
nullaland
parigi
quad
slow food
tortino di crusca
tè
vignette
wakipedia
yerba mate
-piovono corde-
blogghino
briciola nel latte
chinaski
kush
la piccola cuoca
la profe
rael is real
rafeli
senza un'idea
viridian
viscontessa
oggi
gennaio 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
agosto 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
utente anonimo in Per la prima volta n...
Catrap in Per la prima volta n...
utente anonimo in Per la prima volta n...
utente anonimo in Wakipedia dell'alime...
PlacidaSignora in Per la prima volta n...
Un profiterol ha *loading* calorie. Minimo.