lunedì, 18 giugno 2007

• Stanotte ho dormito tre ore. Oggi in ufficio ho avuto una rivelazione: Dio è Cuscino.

• Noto che stranamente sempre più spesso i piccioni attraversano le strade camminando sulle strisce pedonali. E' imbarazzante. Anche perché un pedone che ha le zampe, è uno zampone. E non so se devo dargli la precedenza, ad uno zampone.

• Se non piovesse prenderei la bici, se prendessi la bici non starei negli ingorghi, se non stessi negli ingorghi sarei meno isterica, se fossi meno isterica sarei serena, se fossi serena sarei saggia, se fossi saggia potrei fare la santona, se fossi una santona mi vestirei d'arancione, se mi vestissi d'arancione potrei lavorare sulle strade, se lavorassi sulle strade sarei una puttana. Quindi forse è meglio che piove.

• Dopo aver letto che i miei sogni sono sogni di merda, qualcuno mi ha consigliato di pulirmi la faccia con la carta igienica dopo aver sognato.
Wow, mi sembra un'ottima idea.

• Visto che lascerò presto il mio monolocale, sto facendo il possibile per lasciare un ricordo indimenticabile ai miei vicini. Per esempio ho allietato la domenica mattina della dirimpettaia che mi fa la lavatrice alle due di notte, con uno splendido concerto di Justice, Water of Nazareth. Come le campane che richiamano i fedeli per la santa messa, 90 decibel di Justice alla domenica all'alba risvegliano gli animi ad una dimensione più profonda dell'esistenza: qualcosa come un estatico frullato contemplativo post industriale.

• Se i miei sogni sono sogni di merda, in questi giorni ho la diarrea.

• Stamattina il pesciolino stava con la testa in giù e le pinne in su. Poi volteggiando metteva la testa in su e la pinne in giù. Credo si sia appassionato di danza sincronizzata. L'ho capito dall'acconciatura complessa e dal mascara che gli cola intorno agli occhi.

• In questa stagione a ridosso delle vacanze, il campo d'atletica brulica d'urgenza. Scarpette nuove corrono a perdifiato, circolano sguardi atterriti e abbondano sudori deodorati. La corsa occasionale prima delle vacanze è un chiaro sacrificio sull'altare del dio tonico sperando il miracolo: che le carni flaccide invernali si trasformino d'incanto in sode chiappe da giornale. Invece si ritroveranno tutte in spiaggia con, in più, insopportabili dolori articolari.

• Vorrei che i motociclisti che proprio vogliono ammazzarsi abbiano la possibilità di un suicidio meno banale che sul cofano della mia auto. Raccolgo firme per l'apertura di un parco motociclisti eutanasisti: che possano uccidersi in modo spettacolare, igienico e mediatico. Invece di tagliarmi continuamente la strada cercando la morte sulla tangenziale.

• "Diretto nel retto!" disse il pugile sferrando calci in culo.

• Cara signorina seduta ad aspettare all'ingresso dell'ufficio con le gambine accavallate, se metti le braghette corte molto trendy e ti depili col rasoio, un consiglio: mettiti i collant. Che ti si vedono i puntini neri sulle ginocchia come un uomo che s'è fatto la barba tre ore fa.

• Chi trovasse che waki dal consueto cinismo acidulato stia passando ad un sarcasmo volgare e di bassa lega, tenga conto che la casa dove dovrebbe a breve traslocare è simile a Pearl Harbor la domenica del 7 dicembre del 41. Che sto elettricista maledetto trafficando intorno al contatore ha fatto un buco di troppo col trapano e ridendo dice "sì, buco col trapano e mattoni di muro andati giù". Maiala la punta da dodici.
Mattoni di muro sbriciolati.
In pratica dall'ingresso si può infilare un braccio nella camera da letto. Ora che ci penso potrebbe risultare comodo. Che so, per ricevere la posta più rapidamente direttamente sul cuscino.

serratura



• L'ultima cosa che ho trovato per perdere il tempo che non ho, è Twitter. Si scrive al massimo 140 caratteri per volta rispondendo alla domanda "cosa stai facendo?". Una diretta minuto per minuto delle nostre interessantissime vite.

Per carità, non so quanto (mi) dura, ma se qualcuno vuole sbirciare di sguincio la vita di un waki, il buco della serratura si trova qui.





Scritto da: waki a 17:14 | link | commenti (18) |
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mercoledì, 14 marzo 2007

geco

• Africa.
(da una storia vera)
Alzo gli occhi. Un geco. Lassù.
"Certo che i gechi … stanno lì, a testa in giù. "
"La nasa sta facendo degli studi per capire come fanno a stare appiccicati. Senza cadere."
"Già. Non cadono mai. M-a-i!"
Splaff.
(Il tempismo fatto geco. Secondo me ci ascoltava e l'ha fatto apposta)

• Vacanza ha la stessa radice del lemma "vacuo". Dev'essere qualcosa come un participio presente, tipo "vacante". "Vacanza" è il restar vacuo, tanto dell'ufficio che subisce la nostra assenza che della nostra testa infine libera da impegni e preoccupazioni. Ecco. Tornare in questo ufficio di merda ha vanificato la pacifica vacuità in quattro secondi riempiendo con un tonfo fracassante gli spazi che avevo sgombrato. Hai presente un container vuoto? Immagina di riempirlo svuotandoci dentro un camion di ferraglia inutile. Sono io. Sono tornata.

• (sentita ieri in ufficio, a tarda notte) "Ti spiace se mi faccio una canna?."
"No, figurati. E ti spiace se io mi sparo una sega?"

• O "vacanza" è perché si è vacanti, si vagabonda. Sull'onda. Su ooonda.

• Dice lui, dovrei andare da uno psicologo visto che da anni mi ritrovo nelle stesse situazioni schifose, ma ho paura che quello riesca a farmi risolvere il problema condannandomi ad una vita noiosa.

• Io qua mi sento come una pallina dentro ad un flipper. Quelli vecchio stile, coi funghetti che schiacciano, respingono e schiaffeggiano. E quando è sera e penso che la partita sia infine game over, e PAC!, merda, ne ho vinta un'altra e mi tocca restare anche tutta la notte.

• Se vacanza viene da vagare, gli sciamani da sciamare?

• Fino a pochi anni fa, uno che parlava da solo per strada lo classificavi come il matto, e via. Adesso prima devi guardare bene che non abbia il telefono collegato con un'auricolare, con un microfonino, con un orecchietta, una pulcina e se non vedi niente dici "cacchio! nokia ha lanciato un nuovo invisibile sistema bluetooth?". E il matto continua a parlare da solo.

• Ah, in Africa sono andata a fare un safari. Abbiamo perfino visto un leopardo leopardato in pelle di leopardo. Sto stronzo. Al giorno d'oggi se ne andava in giro senza vergogna con una pelliccia vera dopo che perfino le top-model han fatto le foto nude come vermi piuttosto nude che in pelliccia e lui, guarda, io non so. Se ero del wwf lo uccidevo. (-massacro di verbi-)(tanto loro non sono protetti)

• C'erano donne con dei colli lunghissimi… ma non glie l'han detto che dopo l'incidente il collare va tolto?

• Ho visto anche un facocero, con la moglie facocera e tutti i facocerini. Se Dio mi avesse fatto nascere facocero, sarei in cerca di un bracconiere gridando "Un colpo di fucile, uno solo, qui, in fronte, ti prego!"

• Ho visto anche due struzzi. No, non si erano insabbiati di testa. Però avevano un paio di gambe come Valeria Marini, con il corpo di un grosso pollo e la testa di Valeria Marini. O di un pollo.

• Sai cos'è? E' che c'erano tante di quelle bestie che se le menziono tutte sembrano i titoli di coda di un film della Pixar.

• Ho visto due coccodrilli e un orango tango, due piccoli serpenti, un'aquila reale il gatto il topo l'elefante che vedendo il topo s'è preso paura ed è corso a cercare i due leocorni che bombavano in un cespuglio.

• Comunque ho fatto tante belle foto. Peccato che sembrano tutte brutte cartoline.

• C'erano anche un sacco di impala… ora io mi chiedo, ma gli impala… con un nome così… ok dai, niente, poverini.

• A proposito di impala… il mio assenteismo è colpa del lavoro. Non prendetevela con me. Abbiate pietà. Piuttosto mandatemi vasetti di vaselina, mi renderanno gran servizio. Eterna riconoscenza.

Scritto da: waki a 19:56 | link | commenti (20) |
appunti disgiunti

lunedì, 11 dicembre 2006

appuntigastrici • Venerdì per fare una buona azione, avevo deciso di riportare i piatti al ristorante. Ne ho rotti sette in una volta. Che testa.
Rompere uno specchio sono sette anni di sfiga, rompere sette piatti sono uno specchio?
Mi sto tutta sconfusa.

• "Ma tu sai cos'è la fame?"
" No, noi non sappiamo cos'è la Fame, noi al massimo abbiamo più o meno appetito ".
" Oh, come sei saggio ".

• Se è vero che le parole sono puttane, sono puttane brave. Sanno evocare fremiti e acquoline come solo loro. Cioè, se io dico "gnocchi al castelmagno"… Ecco.
Bave sulla tastiera.

• (ore 23:30, interno notte, ristorante cileno, stomaco vuoto)
"Ma tu sai cos'è la fame?"
"Se sto cileno di merda non ci porta almeno gli antipasti, la manioca glie la metto su per il cile."
"oh, santone, come sai saggio".

• Chili Con Carne, ingoiato talmente caldo che mi sono cauterizzata anche le ovaie.

• L'unico posto dove poi per caso ho trovato delle trippe non cucinate è stato al banco macelleria del supermercato dei cinesi. Ma quando han cercato di rassicurarmi "no, no, non sono tlippe di cane" mi è venuto un dubbione. Mica ci avevo pensato, io.

• Cauterizzarsi le ovaie con il Chili Con Carne oltretutto è un ottimo anticoncezionale.
Paura di dimenticare la pillola?
Il cerotto si scolla un giorno ogni due?
Ne hai abbastanza di incappucciare il suo coso con il preservativo?
Fatti un Chili Con Carne, per almeno tre mesi il tuo organismo non sarà in grado di concepire manco un pensiero, figuriamoci un bambino.


• Qualche giorno fa in un Shalom di Ristorante Cacher ci siam mangiati i Falafel. Tondi coglioncini bollenti in mezzo a folto pelo di carote grattate, verza e hommus. Un piatto decisamente osceno.

• Per vedere se le ostriche sono ben fresche c'è un sistema. Bisogna spruzzargli del limone negli occhi e veder se si ritraggono. Se no basta chiamarle per nome: hop, se si girano vuol dire che son vive.

• La scorsa settimana un amico ha preso un boccale di birra esagerato che mi sarei fatta dentro tranquillamente un tuffo e due bracciate.

• Era birra d'Abbazia. Bevendo hai dietro le spalle l'abate che ti fa la predica che bere fa male mentre le monache recitano il rosario perché tu possa tornare a casa intero.

• E senza imbattersi in una pattuglia armata di palloncino.

• O in un platano. Armato di se stesso.

• Cosa si mangia per il cenone di capodanno? Palline dell'albero di Natale rosolate nel lardo di renna? Fiocchetti di pacchi scartati affogati in olio di ricino? Lucine intermittenti in brodo di bue del presepe?

• Ho trovato degli incensi allo yoghurt: "tropical yoghurt". Al peggio non c'è mai fine: presto al tempio zen si farà la cerimonia con il bastoncino di incenso ai ravioli di ricotta.

• Ho comprato per l'amico koke l'ottimo tè al gelsomino Heung Pin. Già che c'ero ho preso anche un'altra varietà di tè, quella a palline, il Ping Pong. Venduto con le racchette e arbitro cinese incluso.

• Oggi per pranzo ho portato in ufficio quel resta del pollo di ieri. Tre ossicini da rosicchiare rumorosamente durante la riunione del direttivo (- in corso proprio ora -)

• "Quel che resta del pollo" sarà il titolo del mio prossimo libro. Che non c'è.

• C'è chi mangia per vivere e c'è chi vive per mangiare.
Ma c'è un'altra categoria. Ci siamo noi.
Chi mangia per mangiare e vive per vivere.

Scritto da: waki a 15:59 | link | commenti (43) |
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lunedì, 07 agosto 2006

Ma certo che sono qua, dove vuoi che vado?
(mi piace sbagliare i verbi, è lo stesso piacere di quando sputacchiavo la pastina in faccia alla mamma.)

E' che mi perdo un po', quando è estate. Mi lascio portare dalla corrente causando innocui cortocircuiti. Non posso far altro che lasciare sporadiche tracce del mio passaggio con i tradizionali appunti disgiunti.

• Sporadico viene da spore? Cioè, lascio sporadiche tracce vuol dire che lascio le spore come i funghi? Sono un fungo? Vergogna a chi ha detto sì, sei una porcina. Mi sento più affine alle trombette. O al massimo al boleto. Olé.
(ah no, era il bolero, olé)

• Il periodo di difficili connessioni in ufficio continua: ora mi permettono solo di collegarmi a siti noiosissimi. Ho deciso di lavorare, per protesta.

• Ieri mattina uno stagista che non è neanche mio mi ha detto "ti vedo stanca, capo. Sei troppo bella e intelligente per lavorare in un posto come questo".
Dio, grazie per aver creato i leccaculo. Ogni tanto fan bene al morale. E anche al culo.

• Se apro una concessionaria la chiamo "auto-stima".

• La mia bicicletta mi ha detto che se perdo un chilo o due, mi fa un regalo a fine mese. Non so come spiegarle che lei è una bicicletta e che quindi non pensa e non parla.
Non so come dirglielo perché so che ci rimarrà male ed è così sensibile.

• Ma certo che ci voglio bene al mio blog, ma l'amore si nutre d'assenze e d'assenzio.

• Vendo amante usato pochissimo, pulito, discreto, in ottimo stato. Cedo a prezzo modico causa inutilizzo. Tagliando passato, benzina verde, sangue blu.

• La mia micia perde il pelo ma non il vizio. Ha il vizio del bere. Si fa quasi una bottiglia di limoncello tutte le sere poi sviene sul tavolo col muso nel bicchiere, con la tv accesa.

• Mucchi di fieno. Oggi ho letto sul giornale "mucchi di fieno" e ho pensato che i mucchi fossero i mariti delle mucche. Quel che è peggio, è che vi giuro che l'ho pensato davvero.

• "La giustizia facci il suo corso". L'ho sentito ieri sera al telegiornale sul due. Quel che è peggio, è che vi giuro che l'ho sentito davvero. Non credevo ai miei padiglioni auricolari.

• Ogni volta attendo con ansia le pubblicità all'interno del gran premio, perché sono un panorama quasi esaustivo delle ossessioni maschili. Rasoio elettrico per una mascella perfettamente liscia attira fighe. Shampoo anticaduta dei capelli per una chioma seducente attira fighe. Deodorante assassino al feromone attira fighe. Macchina nuova cabrio costosissima attira fighe. Manca solo una cosa. Non la dico.

• Per ferragosto andiamo di nuovo a Nullaland, nella Gallia profonda. Abbiamo comprato un'arco e delle frecce, per passare serenamente il tempo. Un arco vero da 22 libbre e delle frecce vere in carbonio. Non ci manca niente. Se passa un cinghiale ce lo facciamo allo spiedo e legheremo il bardo in cima all'ippocastano.

• Un castagno a cavallo?

• Si fa tardi.
Nviuuuuuehog, etoighrteiuohgtr
Scusate, mi è caduta la testa sulla tastiera.
E ora di andare a nanna.
Nella bibbia mi pare che la nanna cadesse dal cielo.
Io ho la testa tra le nuvole.
La manna vado a cercarmela da me.

Scritto da: waki a 23:17 | link | commenti (20) |
appunti disgiunti

martedì, 13 giugno 2006

L'abbronzatura comincia già a perdere i pezzi, la settimanina -ina -ina di vacanza entra in tromba nella categoria "ricordi" ed è giunta l'ora di far fuori qualche appuntino residuo che non ha trovato sfogo fino ad oggi. Almeno una parte. Gli altri ricordi, quelli miei, restano un po' nella testa, un po' nei miei quaderni e un po' si perdono nell'aria, stelline luccicanti, com'è giusto che sia.

• Laggiù in terra araba ho scoperto i datteri. Non mi sono mai piaciuti qui da noi, così simili a grosse supposte farinose, ma invece quelli là, mangiati nel loro habitat naturale erano freschi, succosi, buoni da rotolarsi per terra. Peccato che abbiano 270 calorie per cento grammi. Chi non avesse un'idea di cosa significhi, pensi che le fragole viaggiano intorno alle 30 calorie, per cento grammi. I datteri sono il suicidio dell'ipocalorico, la carneficina di ogni sforzo dimagrante, il 4 a 0 del mondiale dietetico su calcio d'angolo al novantesimo.

• Almeno le cose al club-med sono semplici e intuitive. Quelli che puliscono il parco sono vestiti di verde, quelli della piscina sono blu, e quelli che ramazzano la merda sono marroni. Spesso anche di pelle.

• Un giorno che eravamo usciti fuggiti dal villaggio siamo andati a nasconderci in una miniera punica e un indigeno punico vedendomi osservare una piantina fiorita mi ha confidato "questa è la pianta dei capperi". Lei ha teso un rametto dicendo "piacere, cappero" io sono arrossita e poi gli ho chiesto un autografo.
Ero tutta emozionata.
Mi piacciono i capperi.

• Se le campane dei nostri campanili gli fan lo stesso effetto che faceva a me il loro muezzin alle sei di mattina, capisco perché a noi ci vogliono mettere le bombe.

• Sono andata a fare tiro con l'arco. Non sono molto brava (eufemismo), però il mio gesto è inspiegabilmente talmente bello e nobile che mi han detto che centrare il bersaglio non è l'essenziale.
Ho confessato di essere una monaca zen dal 1994 quando te ti sbucciavi ancora le ginocchia in braghette corte ai boy scout. Non ci han creduto. Allora ho tirato giù un cristo e una madonna che si confessa on a dance floor, e lì, ci han creduto. Che ti canto l'hannya shingyo pure al contrario, quando mi fumo lo shoko.

• Se trovo quel bambino di merda che mi ha rubato le racchette da ping pong ci faccio un buco in spiaggia e lo faccio mangiare dalle formiche, il bambino. Le formiche d'Africa sono lunghe quaranta centimetri e hanno dei denti che avete mai visto uno squalo bianco con la bocca aperta dal dentista che gli fa un'otturazione, ecco, non è niente in confronto alla mandibola di una formica africana. Sono violente e aggressive, salvo quando le si gratta la nuca che da sole non ci riescono.

• Una delle cose poco belle del club-med è che i tavoli sono da sei e ci si siede a random. Ti puoi trovare circondato da una famiglia con pargoli urlanti, da vecchie coppie che raccontano di quando al club-med si andava a pescare ciascuno un pesce per cena, o allora basta fare come noi che venivamo a cena su una slitta trainata da una muta di formiche e nessuno si sedeva al nostro tavolo. (le formiche quando sono un po' brille suonano i djembe fino all'alba)

• I poliziotti laggiù erano tante fotocopie l'uno dell'altro. Stazza cilindrica quaranta centimetri di raggio e altezza un metro scarso, baffo a moquette, scarpe lucide col tacco antinano, occhio bovino palpebra a mezzasta. Erano tutti identici, che fossero alla dogana, al traffico o ai posti di blocco. Maledetti posti di blocco, che andare in giro su una macchina presa a nolo era come una carta moschicida. Ci vedevano da lontano e cominciavano a passare l'aspirapolvere sul baffo del compagno in vista della mancia.

• Le donne là fanno il bagno vestite dalla testa ai piedi, manco si tolgono il velo. Che uscendo dall'acqua hanno il vestito così appiccicato al corpo che le nostre Miss Maglietta Bagnata sembrano pudiche suorine di clausura.

• Il brutto delle vacanze è che poi finiscono. E che in tre quattro giorni di lavoro i trenta imbecilli di colleghi e capi e vari ed eventuali riescono a farti rimpiangere d'esser partito, d'aver per breve tempo osato, oh infamia, pensare ad altro. Ma visto che finora non l'ho detto, lo dico adesso:
- ho passato una settimana molto riposante grazie ad una spiaggia di sabbia fine ed un mare calmo e pulito,
- molto istruttiva grazie alle nostre fughe solitarie nell'entroterra poco turistico,
- molto tonificante grazie ad attività sportive come girare la pagina del libro
- molto eccitante grazie al vento e agli hobie cat in libero servizio
- molto grassa a causa di un couscous pollo al miele che ha provocato orgasmi multipli alla lipogenesi,
- molto interessante dal punto di vista antropologico perché la fauna del club-med bisogna vederla per crederci, ma…
… ma confesso pure io insieme alla madonna sul mio writer-floor che salvo avvenimenti eccezionali ho fatto il pieno di club-med e non ho nessuna intenzione di ritornarci tanto presto.
Basta scherzare.
Voglio andare lontano.

Scritto da: waki a 10:18 | link | commenti (24) |
club med, appunti disgiunti

lunedì, 15 maggio 2006

tridentAncora qualche appunto sul weekend scorso passato coi colleghi al Club-Med.
Pozzo oscuro di materia da blog, inesauribile.
Qualche appunto disgiunto.


- Ho scoperto che: i cavalli mangiano le foglie di palma. Poi sbrodolano verde fin sulle ginocchia.

- Ho scoperto che: i cavalli se fanno pipì in una pozzanghera poi ci saltellano dentro schizzandosi tutti. Da cui l'importanza di sapersi ritirare in equilibrio in cima alla sella.

- Ho scoperto che: i cavalli pensano che i cammelli un giorno dovrebbero sputarlo, il chewingum.

- Oltre all'antimalaria e l'antitifo, quando si va all'estero bisognerebbe fare il vaccino antipizza. La pizza è la cosa più disgustosa su cui uno può capitare.
Dopo gli occhi di montone nel cous-cous, ovvio.

- Self service. Il musulmano indigeno tagliava le fette del prosciutto con un disgusto che se ci sputava sopra era uguale. Ma dico, Karim mettetelo al banco del couscous, non a quello del maiale.

- Di caffè schifosi modestamente me ne intendo, ma come quello mai.

- L'acqua servita sui tavoli era acqua del rubinetto. Aveva sapore di cloro come se… toh, forse era l'acqua della piscina. Quella dei bimbini che ci fanno pipì. Calda e saporita.

- Ho scoperto che: i belga fiamminghi non si abbronzano. Bruciano. Combustione totale. Alla fine della giornata restano pagliuzze fiamminghe sull'asciugamano e nient'altro.

- Ho scoperto che neanche i bretoni si abbronzano. Restano un paio di lentiggini rosse sull'asciugamano e qualche goccia di sidro. E nient'altro.

- Ho scoperto che invece i negri si abbronzano. Una collega nera-nera alla sera aveva il segno del costume, la pelle d'una tonalità bordeaux scuro abbastanza inquietante. Il mattino dopo si è disintegrata anche lei.

- Quando uno ti dice "non ti preoccupare, posso fare il timoniere, in vela me la cavo" non gli credere. Tuttalpiù sapeva andare sull'optimist. Trainato dal gommone.

- Stessa cosa di quelli che "in francese me la cavo". Ho assistito a spassosissimi dialoghi del tipo "come stai?" - "sì, dicono che esca il sole" - "anch'io"

- Il primo giorno che pioveva i trenta imbecilli sono andati a fare gli imbecilli alla piscina coperta riscaldata. Si sono presi trenta verruche.

- Il primo giorno che pioveva trenta verruche sono andate alla piscina coperta riscaldata. Si sono prese trenta imbecilli.

- Quando un arabo con un cammello e i piedi sporchi nelle babbucce ti dice "che voglia di andare a sciare", vuol dire che hai bevuto troppo.

- Anche se te lo dice il cammello, hai bevuto troppo.

- Al bowling non ci sono andata. Ho la testa troppo rotonda per queste cose. Un momento di disattenzione e mi mettono le dita nel naso.

- Il Re si è portato dietro il Principino di undici anni.
("il mio papà è il capo di tutti voi e se non mi aiuti a salire glie lo dico")
Poverino, così giovane e morire sotto un quad.

- Mi ha sollevato vedere che non c'erano sorprese sotto ai vestiti del colleghi. Chi sembra grasso di lardo, è proprio grasso di lardo, chi ha la faccia da cellulite ha il culo da cellulite, chi sembrava magro-molle, era proprio magro-molle. Magro a molle. Come i materassi.

- No, una sorpresa c'è stata. Stefano che sembrava avesse le tette da Stefania.

- Trovo che l'uomo con lo stinco depilato per lo strofinio del jeans sia più ridicolo che la donna col peletto che scappa dal costume.

- Una collega ha un ascella depilata e l'altra no.
"… e non mi riesce con la sinistra".
Ho pianto.

camel - Ho scoperto che: sul pacchetto delle sigarette Camel il disegnino non raffigura un cammello ma un dromedario. Che shock. E' stato indetto un enorme casting di cammelli per sostituire la foto. I dromedari invece hanno firmato una petizione per mantenere la loro immagine e cambiare il nome delle sigarette da Camel a Dromed.

- Quello che ancora non ho vi ho detto è che domenica prossima ci ri-vado al club med. Ma non nello stesso, in un'altro. Sempre nel nordafrica e in terra musulmana piena di cammelli e sabbia. Ma stavolta per capire bene ci resto una settimana.

Scritto da: waki a 11:15 | link | commenti (28) |
club med, appunti disgiunti

mercoledì, 08 marzo 2006

Non ce ne ho voglia.
Toh guarda, ci metto tutte le particelle,
non ce ne ho mi ca voglia, no.
Non ho neuroni liberi a sufficienza per mettere delle frasi una in fila all'altra con un nesso logico. Le parole sorgono disgiunte, perché disgiunti sono i neuroni e interrotte le sinapsi.

• Sono in ufficio praticamente da 3 giorni senza uscire. Comincio a puzzare di macchinetta del caffé.

• Sì, io i polli li mangio. L'influenza dicono che sia solo per gli aviatori.

• Sì, anche noi mangiamo i polli. Siamo mucche pazze mica per niente.

• Non ho più neuroni disponibili e non mi rimane neanche uno slot libero.

• Ecco, ho finito il tofu. Fa niente, penso che mi rimanga il futon.

• Aiuto, il mio stagista ha tentato di farmi un pompino. Eppure mi sono fatta la barba, oggi, per la festa della donna.

• Ho mal di occhi. Vi capita mai che parlino l'uno con l'altro dandosi del cretino di un occhio destro senti chi parla te che stai sempre chiuso e faccio tutto io.

• E dire che volevo parlare solo di cibo e invece leggo sopra, "pompino".

• Ma magari è solo un Pom che si chiama Pino.

• Perdo la memoria. Confondo Colin Farrel con Pharrel Williams. Confondo la Nisidina con la Caffeina. Vasco Rossi con i miei pesci rossi.

• Ho mangiato un bicchiere di formaggio con un pezzo di vino.

• Ho bevuto sei caffè. E due litri di tè. E tre coche light. Ho mandato lo stagista a fare pipi quattro volte al posto mio. Ma è un incapace.

• No, stagisti ho sempre preso solo maschi. Mi piace pensare che la sera si lamentino "sta stronza della mia capa". O anche "sta gnocca della mia capa". O anche "st'idiota della mia capa che sta a dieta eppure è bellissima".

• sì, gli faccio mangiare il pollo, allo stagista. Così impara a fare coccodé in bagno per farci paura.

• che poi ormai la mia dieta è andata a farsi benedire. Peso 49 chili. Dico, quasi mezzo quintale.

• visto che so che qualcuno lo chiederà, sono alta un metro e dodici.

• ho mangiato l'altra metà della mela del macintosh.

• ho chiuso la finestra sul desktop perché fa corrente.

• abitavo al dodicesimo piano, l'acqua corrente arrivava camminando e col fiatone.

• forse il pesciolino aveva il fiatone ed è morto annegato.

• no, te l'ho detto, era un calamaro, che se maro non cala lo tiro giù di forza.

• signore mio ti prego, a chi mi mette LSD nella coca cola, gli dici di smettere?

Scritto da: waki a 17:21 | link | commenti (24) |
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