Otto cose Otto.
Attenzione: questo post ammira incantato il proprio ombelico.
Il caro signor mattop mi ha chiamata in causa per dire otto cose inutili a proposito della sottoscritta così come lui ha fatto qui e tanti altri hanno fatto altrove, ma il signor mattop è una persona interessante che fa cose spettacolari e tra le tante cose che lui fa e che riproducendola a casa mi ha fatto veramente ma veramente molto ridere è stata questo caffè solido che detto tra parentesi è venuto proprio identico a quello della sua foto. Che soddisfazione. Ecco, una delle cose che mi piace di certi food blog (come il suo) è che quando provo a fare le cose spesso vengono uguali alle loro. Diciamo otto volte su dieci. La percentuale si inverte precisamente a due su dieci quando invece seguo un libro di ricette, mannaggia... Forse perché sono pochi i food-blogger che per fare la foto mettono la schiuma da barba invece della panna montata e tondini di plastica invece dei maccheroni…?
-mondo disgustosamente affascinante quello degli stilisti culinari, isn't it?
Dicevamo, otto cose su di me, otto cose a caso, manco vere per forza ma almeno verosimili e soprattutto che riguardino la mia imperiale personalità.
Otto cose? Otto sono tante.
Io non credo di avere addirituttura otto cose da dire su di me. Poi così, senza una traccia, senza una limitazione, il signor mattop dice proprio "non ci sono vincoli, totale libertà" e a me tutta questa libertà mi lascia senza fiato come di fronte ad una steppa della mongolia, sopraffatta dalle infinite possibilità non mi viene in mente niente e mi dichiaro imbecille, così con il rito abbreviato e il patteggiamento ne esco con qualche settimana di condizionale e via. Poi però ho visto che lui, lui che non è scemo, lui ha messo un disegnino di un omino che potrebbe essere se stesso e alcune note a fianco. Ho osservato che le freccine sono proprio otto e mi son detta ecco la soluzione, ecco il piccolo spunto che mi mancava, eccolo lo spuntino.
Farò lo stesso.
Nonostante che la sua nota che indica "fisico atletico" punti al pisello (che ahimé, non ho) e che le Climber ai piedi manco quelle, ahimé, non ce l'ho, ho deciso di seguire lo stesso schema.
E io con uno schema che mi stringe i polsi, mi sento subito meglio.
Ecco dunque una schematica descrizione di un waki.

- Capacità cerebrale:
ricordavo numeri di telefono, dettagli infimi, anelli quanti e a quali dita, marca degli occhiali, spessore delle lenti, vedevo uno e sapevo dirti quante volte si era toccato il naso, se i lacci delle scarpe avevano un nodo semplice o doppio, se gli era rimasto una briciola di pane tra i denti, potevo dirti chi stava con chi e con chi avrebbe voluto stare; degli amici, dei conoscenti, dei conoscenti dei conoscenti ti ricordavo il piatto preferito, intolleranze alimentari e sociali, se gli piaceva metterci tanto parmigiano sugli spaghetti, se la bistecca ci piaceva al sangue o tutta dura, ricordavo date di compleanni, anniversari, onomastici di chiunque, ti sapevo recitare diversi sutra in sino-giapponese antico, qualcosa in sancrito, le jataka in pali, Waterloo di Hugo e anche l'Assiuolo del Pascoli e l'Addio Monti di Manzoni.
Ora non mi ricordo più una benedetta mazza.
Nulla. Progressivamente la mia capacità intellettiva si sta allineando a quella di un tagliacarte.
Fisionomista come un ciuco, devo vedere qualcuno ogni giorno per un anno prima che la sua faccia mi dica qualcosa; non ricordo quanti anni ho, non ricordo più chi ha divorziato ("e allora, tuo marito sta bene?"-"sì, ora vive con la mia ex migliore amica"), chi ha perso il padre ("e tuo papà, sempre arzillo?"-"è morto e eri venuta anche al suo funerale"), dimentico chi mi odia ("ma ciao come andiamo? E tanto tempo eh?"-"fottiti") e non mi ricordo più neanche a chi ho dato un due di picche e chi invece me l'ha dato a me. Mi sono dunque scelta un compagno che a memoria sta messo peggio di me e che negli anni ha elaborato una strategia di sopravvivenza che pare funzionare. L'isolamento totale. Quando però il bisogno o il caso lo pongono di fronte a relazioni sociali (arg!), rimane guardingo circondato dall'umanità vociante mentre lui con gli occhi socchiusi finge di essere immerso in profondissime meditazioni sulla vacuità dell'assenza di noumeno della coscienza. Lui è un maestro di meditazione socialmente utile: utile alle srelazioni sociali. (o relazioni asociali, o relazioni dissociali)
- Sguardo: il mio sguardo sul mondo è quasi sempre in viaggio tra i due poli dell'attonito e lo stordito. Capita che si fermi un momento ad un autogrill per fare la pipì, vicino all'uscita "sfiga-sud" e poi riparte nel consueto pellegrinaggio pendolare.
- Aspetto: talmente casuale che quasi non posso definirmi una donna. Anche perché c'è donna e donna, e io sono una di quelle donne che per essere donna deve faticare un casino. Cioè, quelle che hanno una leggera peluria bionda sulle gambe, quelle che hanno due righine sottili come sopracciglia, quelle che con qualunque sapone le pelle della faccia le resta morbida e rosa, quelle che le unghie sono naturalmente arrotondate, quelle che vanno dal parrucchiere ogni due settimane per darsi una sistemata, io non sono di quelle. Io sudore e sangue. Sangue e sudore. Cerette creme idratanti epilady pinzetta detergente neutro lime purificante estratto di rosmarino impacco di olio di calendula: per certe donne essere donna è un lavoro a tempo pieno estenuante. E ci basta un momento di distrazione per che la nostra dirompente natura animale riprenda il sopravvento. E io sono spesso distratta.
- Attenzione alla salute: ascolto il mio corpo quando mi parla, quando il suo sussurro non è coperto dal frastuono ambientale. A chi continua a scrivere nei commenti che per farsi passare le paturnie bisogna spesso ubriacarsi e/o fumare erba, mi spiace confessare che bevo veramente di rado e quanto al fumo ancora meno. Quando la compagnia è eccezionalmente buona, o quando il vino è eccezionalmente buono, o quando le due variabili di cui sopra sono eccezionalmente riunite, non mi dispiace alzare un po' il gomito. Ma se no, mai. Neanche un bicchiere. Non è che razionalmente "mi tengo", è che "fisicamente" sento che mi fa male. E io ci tengo alla mia salute. Disse waki, che a farsi del male è brava almeno quanto il vecchio Leopold.
- Lavoro: il lavoro in ufficio è di per se stesso contro natura, come dice giustamente qualcuno (qualcuno detto tengi ): alla luce dei fatti questa perversione attua su di me un'alchimia mostruosa che mi spinge a continuare anche se mi fa male. Dev'essere come quando sei talmente ubriaco che preferisci continuare ad esserlo pur di rimandare il prevedibile mal di testa. E intanto ti parli addosso, legiferi, predichi su immaginari pulpiti, credi di essere prima il papa, poi un rottweiler, poi una pantofola e infine ti accartocci sotto un albero credendoti foglia e sapendoti autunno.
- Fisico sportivo: no, purtroppo non ho quel gran fisico. Non sono una super gnocca. Non sono magra. Né molto grassa, del resto. Né sportiva. Non sono alta. Né troppo bassa. Né sproporzionata. Non ho le tettone. Non sono neanche piatta piatta. Non sono niente.
- Abbigliamento: un giorno coi largoni e la felpa col cappuccio, l'altro col tailleur e i tacchi alti, un giorno coi jeans e l'altro con la gonna e i reggicalze (reggicalze sotto la gonna, raramente sopra). Beninteso, ad una cocktail vip mi ritrovo non so perché coi jeans, ad un after con il tailleur e in ufficio con il cappuccio in testa. Proprio non riesco a capire cosa come quando come quando fuori piove.
- Climber: ma invece sì che sono arrampicatrice anch'io, non sociale che in quello sono una chiavica, ma sui vetri sì. Sono bravissima nell'arrampicata di vetri, ci ho un'azienda d'arrampicamento di vetri, consulenze di altissimo di livello di arrampicatrice vetraia.
Tua moglie ti ha trovato a letto con la sua estetista?
Arrampicati sui vetri, chiamaci!
Il tuo capo ti vede mentre leggi il mio blog invece di ricalcolare l'irpef? Chiamaci!
Non fumi ma vuoi scendere a "comprare le sigarette"? Chiamaci!
Hai un'esame di letteratura latina e per te virgilio è un motore di ricerca? Chiamaci!
La dietologa ti sospetta di mangiare come una scrofa ed è vero? Chiamaci!
Al momento sbagliato hai chiamato il tuo fidanzato col nome del tuo ex? Telefonaci!
Waki arrampicatrice specializzata vetri in ogni condizione: pulito, insaponato, vischioso, zigrinato, liscio, stampato, arrampicarsi è un'arte, rivolgiti ad una professionista!
Preventivi rapidi e senza ingegno.

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