venerdì, 29 giugno 2007

Bisogna
• obliterare il biglietto nelle apposite macchinette
• lasciare agire prima di risciacquare
• leggere bene le istruzioni per l'uso
• fare un'attività fisica regolare
• lavarsi dietro le orecchie
• ridurre l'apporto calorico
• agitare prima dell'uso
• stirare a ferro tiepido
• far sedere gli anziani
• maneggiare con cura
• lavare separatamente
• fare il tagliando
• dire buongiorno
• stare in coda
• valutare i rischi
• venirsi incontro
• ridurre la velocità
• smettere di fumare
• usare i congiuntivi
• spegnere il cellulare
• gettare nel cassonetto
• amare il prossimo tuo
• bere con moderazione
• montare le uova a neve
• attraversare sulle strisce
• svegliarsi presto la mattina
• onorare il padre e la madre
• aerare prima di soggiornarvi
• compilare l'apposito modulo

Non Bisogna
• mettersi le dita nel naso
• usare solventi nocivi
• rubare le caramelle
• parlare a voce alta
• andare in collera
• dire le parolacce
• fare copie pirata
• aggiungere sale
• saltare i pasti
• dire le bugie
• ingrassare
• dimagrire
• evadere il fisco
• strisciare i piedi
• calpestare le aiuole
• sporgersi dal finestrino
• mettere la musica forte
• parlare con la bocca piena
• sottolineare i libri in prestito
• sputare nel piatto in cui mangi
• fare le pernacchie con le ascelle
• ballare il tip tap nel cuore della notte
• masturbarsi forsennatamente in pubblico
• gridare cristooo in chiesa il giorno di pasqua
• sparare con una mitragliatrice quando cominciano i saldi

e soprattutto no, non bisogna farsi prendere dal panico.

Scritto da: waki a 12:45 | link | commenti (23) |

lunedì, 18 giugno 2007

• Stanotte ho dormito tre ore. Oggi in ufficio ho avuto una rivelazione: Dio è Cuscino.

• Noto che stranamente sempre più spesso i piccioni attraversano le strade camminando sulle strisce pedonali. E' imbarazzante. Anche perché un pedone che ha le zampe, è uno zampone. E non so se devo dargli la precedenza, ad uno zampone.

• Se non piovesse prenderei la bici, se prendessi la bici non starei negli ingorghi, se non stessi negli ingorghi sarei meno isterica, se fossi meno isterica sarei serena, se fossi serena sarei saggia, se fossi saggia potrei fare la santona, se fossi una santona mi vestirei d'arancione, se mi vestissi d'arancione potrei lavorare sulle strade, se lavorassi sulle strade sarei una puttana. Quindi forse è meglio che piove.

• Dopo aver letto che i miei sogni sono sogni di merda, qualcuno mi ha consigliato di pulirmi la faccia con la carta igienica dopo aver sognato.
Wow, mi sembra un'ottima idea.

• Visto che lascerò presto il mio monolocale, sto facendo il possibile per lasciare un ricordo indimenticabile ai miei vicini. Per esempio ho allietato la domenica mattina della dirimpettaia che mi fa la lavatrice alle due di notte, con uno splendido concerto di Justice, Water of Nazareth. Come le campane che richiamano i fedeli per la santa messa, 90 decibel di Justice alla domenica all'alba risvegliano gli animi ad una dimensione più profonda dell'esistenza: qualcosa come un estatico frullato contemplativo post industriale.

• Se i miei sogni sono sogni di merda, in questi giorni ho la diarrea.

• Stamattina il pesciolino stava con la testa in giù e le pinne in su. Poi volteggiando metteva la testa in su e la pinne in giù. Credo si sia appassionato di danza sincronizzata. L'ho capito dall'acconciatura complessa e dal mascara che gli cola intorno agli occhi.

• In questa stagione a ridosso delle vacanze, il campo d'atletica brulica d'urgenza. Scarpette nuove corrono a perdifiato, circolano sguardi atterriti e abbondano sudori deodorati. La corsa occasionale prima delle vacanze è un chiaro sacrificio sull'altare del dio tonico sperando il miracolo: che le carni flaccide invernali si trasformino d'incanto in sode chiappe da giornale. Invece si ritroveranno tutte in spiaggia con, in più, insopportabili dolori articolari.

• Vorrei che i motociclisti che proprio vogliono ammazzarsi abbiano la possibilità di un suicidio meno banale che sul cofano della mia auto. Raccolgo firme per l'apertura di un parco motociclisti eutanasisti: che possano uccidersi in modo spettacolare, igienico e mediatico. Invece di tagliarmi continuamente la strada cercando la morte sulla tangenziale.

• "Diretto nel retto!" disse il pugile sferrando calci in culo.

• Cara signorina seduta ad aspettare all'ingresso dell'ufficio con le gambine accavallate, se metti le braghette corte molto trendy e ti depili col rasoio, un consiglio: mettiti i collant. Che ti si vedono i puntini neri sulle ginocchia come un uomo che s'è fatto la barba tre ore fa.

• Chi trovasse che waki dal consueto cinismo acidulato stia passando ad un sarcasmo volgare e di bassa lega, tenga conto che la casa dove dovrebbe a breve traslocare è simile a Pearl Harbor la domenica del 7 dicembre del 41. Che sto elettricista maledetto trafficando intorno al contatore ha fatto un buco di troppo col trapano e ridendo dice "sì, buco col trapano e mattoni di muro andati giù". Maiala la punta da dodici.
Mattoni di muro sbriciolati.
In pratica dall'ingresso si può infilare un braccio nella camera da letto. Ora che ci penso potrebbe risultare comodo. Che so, per ricevere la posta più rapidamente direttamente sul cuscino.

serratura



• L'ultima cosa che ho trovato per perdere il tempo che non ho, è Twitter. Si scrive al massimo 140 caratteri per volta rispondendo alla domanda "cosa stai facendo?". Una diretta minuto per minuto delle nostre interessantissime vite.

Per carità, non so quanto (mi) dura, ma se qualcuno vuole sbirciare di sguincio la vita di un waki, il buco della serratura si trova qui.





Scritto da: waki a 17:14 | link | commenti (18) |
appunti disgiunti

martedì, 05 giugno 2007

La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?

merda

Sogni di merda.
Così li ha definiti qualche tempo fa una mia amica a tarda notte.

I miei sogni, erano sogni di merda, è questa la spiegazione.
Lamentavo con lei di aver realizzato gran parte dei miei sogni.
E di esserne un po' delusa e po' spiazzata.
Che uno quando ha finito i sogni poi che fa?

Lei m'ha guardata un attimo coi suoi occhi blu e m'ha detto.
Allora è perché erano sogni di merda.

Due ragioni sono dialetticamente corrette nel definire i miei sogni, sogni di merda.
La prima, benché discutibile, è che se i sogni sono realizzabili, non sono veri sogni.
Sono semplici progetti. Ma io credevo che fossero sogni.
Quindi significa che ho mirato troppo in basso prendendo lucciole per lanterne.
Mica sognavo di diventare astronauta, papa o dalai lama.
In questo caso si può a giusto titolo affermare che i miei sogni erano, veramente, sogni di merda. Di poco conto.
Da qui a chiedersi se uno mira a quanto sa di potersi permettere il cammino è breve.
Se ho sognato sogni di merda è perché magari sono conscia dei miei limiti.
Ma allora perché siano veri sogni e non progettucoli, si dovrebbe sognare solo cose che rimarranno sempre irrealizzabili?
Ma se già so che sono irrealizzabili, li sognerei lo stesso?
Temo di no.
Non riuscirei a sognare di uscire a cena per esempio con un personaggio storico, che so, con l'imperatore Augusto.
Ma con Mathieu Amalric, cazzo, sì.
(non so perché proprio lui, ma why not: in fondo ho sognato di peggio)

La morale della storia è che bisogna fare attenzione a cosa si sogna.
Che metti mai che si realizza.
E che magari a Mathieu Almalric gli puzza l'alito di croccantini come i gatti.

La seconda ragione corretta nel definire i miei sogni, sogni di merda è che oggettivamente, forse, erano proprio sogni di merda.
Che per qualche motivo recondito e insondabile in pre-post adolescenza mi sono bevuta il cervello e ho sognato solo schifezze: una volta realizzate, ecco che si rivelano per quello che sono. Merde.

Sognavo d'esser magra, sono stata magra.
Sognavo quell'uomo e sono stata la sua donna.
Sognavo di lavorare qui, e lavoro proprio qui.
Sognavo di andar via, e sono andata via.
Sognavo di sognare, e una volta che il sogno passa dalla consistenza eterea delle bolle di sapone a quella rocciosa della realtà, ci si sbuccia le ginocchia.

"La miglior medicina è la realtà", mi scriveva un amico corrente.
Era la stessa cosa che diceva anche il Buddha 2500 anni fa, copiando dal mio amico.
Ma la sola realtà è una medicina violenta, a mio avviso.

Per me preconizzo omeopatia sincretica trasversale.
Riuscire a stare con i piedi per terra ma con la testa per aria.
O anche con la testa per terra e i piedi per aria.
O con la terra nei piedi e l'aria nella testa.
La vera questione è che passano gli anni ma non mi sono ancora imparata a vivere.

Scritto da: waki a 12:39 | link | commenti (53) |

 

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