Ultimora.
Mi avanzava un Michelangelo.
Dica trentatré.
- dai, prova quella gonna.
- no.
- ma guarda com'è carina!
- no! non la voglio provare, non ce ne ho voglia, non mi ci vedo, mi starà malissimo.
- se ti sta malissimo non la compriamo, ma se non la provi non puoi sapere.
- no, no e no!
Pesto i piedi.
Tiro su col naso.
La bocca tira in giù.
Questo era il mio compleanno.
Come regalo, il mio Buon Uomo Martire mi ha fatto da coach, mi ha accompagnata nei negozi per convincermi a provare la roba. Il compito che gli era assegnato non contemplava neanche tanto l'aspetto economico, il suo ruolo era un supporto morale forte per far fronte all'aggressione fisica di una giornata di "shopping".
Odio provare.
Odio cercare.
Odio comprare.
Una pazienza come la sua, neanche Giobbe.
- entriamo da kookai, vieni.
- no, no e no! c'è troppa gente!
Si è preso mezza giornata di ferie, venerdì, e dalle due alle sette e mezza di sera è riuscito con una dolcezza che ha sul serio dell'incredibile, a farmi entrare nei negozi, a farmi addirittura parlare con delle commesse usurate e alla fine ho persino provato maglie, pantaloni, gonne, stivali e sono riuscita a tornare a casa con un discreto bottino. E tutto questo nonostante ci fossero ancora gli strascichi dei saldi e che le taglie rimaste fossero per donne infeltrite taglia 36 o donne smagliate taglia 50.
Alla fin fine, io che sono tra pallina e stanghetta, qualche vestito amico l'ho trovato.
E' che io proprio non so comprare. Non so vedere sullo scaffale una maglia e immaginarmici dentro.
Figuriamoci una gonna, un vestito, un golfino.
Sono cattive le gonne, i vestiti, i golfini.
Quando li guardo mi ringhiano contro.
Più le cose sono carine, femminili, normali più mi mostrano i denti con suoni minacciosi.
Uffa. Delle volte mi spiace. Delle volte vorrei.
Per comprare un cappotto dovrei fare un corso di addestratore di lupi.
Non ce la farei mai. Paura che mi morde.
Ma con la sua Santa Pazienza questa volta ho trovato alcune cose che non mi erano ostili.
Persino una gonna. Quando poi siamo andati al ristorante, sembravo quasi vera, dentro alla gonna. Mi cominciava a stare simpatica e io a lei. Che strano.

Invece non ho avuto bisogno di alcun aiuto per comprare un paio di scarpe da elfo. Le ho guardate e mi han sorriso. Mi sono saltate ai piedi e ci sono rimaste. Il cuoio in fettine è trattato unicamente con olio di oliva. Sono bellissime. Rotonde. Con una ranocchia per etichetta. Cra cra cra. Sembrano fatte di foglie. E già che c'ero allora ho preso anche un maglione verde che pende da tutte le parti, di quelli che una può nascondersi dentro e sperare che nessuno ti rivolga parola.
Una specie di mantello che rende invisibile.
L'ho provato stamattina e per il momento nessuno m'ha detto manco buongiorno.
Funziona.
... Waki l'elfo delle montagne è nascosto dietro alla scrivania.
Ih ih ih, spetta spetta, adesso provo a fare un'agguato a quell'orco del direttore finanziario.
Al coglionazzo.
Buh.
Oh.
Sì, buongiono, certo, grazie sì, anche lei ha passato un buon fine settimana?
Sì? Nel suo ufficio? Tra cinque minuti?
Le porto un caffè, certo. Zucchero?
(sgrunt)
Grazie a tutti per gli auguri, mi avete proprio commosscia!
Volevi Mirò.
Drastiche diete.
Cose da non dire mai ad una donna.
Dixit.
Maalox.
Stretti stretti, come in ascensore.
- Scusi, lei a che piano va?
- Al terzo.
- Oh. Io sono al quarto.
- Io sto al quinto, nell'attico (e voi siete dei pezzenti).
- Non ci sono più le mezze stagioni.
- Lo si dice sempre, ma quanto è vero!
- Il nuoto è uno sport completo.
- I giovani non hanno più valori.
- E dire che la signora dell'ammezzato potrebbe evitare di lasciare il passeggino nell'androne.
- No, guardi, non è neanche una signora, non mi risulta che sia sposata.
- Se è per questo a me non risulta che ci sia un padre. Al bimbo. Al bimbo del passeggino, voglio dire.
- Suvvia, da qualche parte dev'esserci un padre.
- Ma ormai è la famiglia che non c'è più. Il concetto. Il fatto stesso!
- Già , non è più un valore.
- Tra un po' finisce che si sposano anche gli omosessuali.
- … oh, tra un po' finisce che si sposano SOLO più gli omosessuali.
- E vacanze, quest'anno?
- Montagna. Sì, andremo a fare un paio di settimane a sciare. Sa, i ragazzi, lo snowboard. Ma con 'sto inverno così caldo chissà dove troveremo la neve. Dovremo andare in capo al mondo.
- Oh sì, sembra estate in gennaio, uno non sa più come vestirsi.
- Che a parte qualche giorno qua e là , finora non abbiamo mica avuto un vero inverno.
- Gli alberi mettono i germogli.
- Che mondo pazzo!
- Dicono il riscaldamento del pianeta. Sono gli indiani, tanti che sono!, che inquinano. A Bombay, sapesse che puzza che c'era a Bombay!
- Oh siete andati in India?
- India? Sì. Cioè no. Insomma, uno scalo tecnico quando siamo andati in Thailandia per le feste. Una puzza, le dico. Un caldo.
- E' che siamo troppi.
- E poi certo che non c'è più lavoro!
- Ma sono troppi di loro, che per noi ormai non c'è più posto.
- E poi dobbiamo accoglierli, tanti che sono!, ma se non riusciamo più ad arrivare a fine mese, noi. E tutta quell'immondizia, vivono in un modo che io non so come sia possibile per dei cristiani vivere così.
- Cristiani…
- Ecco, appunto. Lei sì che capisce.
- E poi vorrei sapere chi è che lascia sempre il sacchetto dell'immondizia a fianco del cassonetto.
- Io.
- Oh. Scusi. Ha ragione a lasciarlo fuori.
- …
- E' sempre troppo pieno.
- ...(io scendo qui)
Son finite le feste.
L'epifania è una formalità .
Allora,
Vi siete divertiti?!
(oh sì!)
La notte di capodanno è stata all'altezza della vostre speranze più audaci?!
(oh sì!)
Avete mangiato fino a farvi scoppiare quella pancia schifosa che ora vi casca sui pantaloni?!
(oh sì!)
Vi siete incrostati le arterie con ogni genere di grasso saturo?!
(oh sì!)
Bene, adesso basta scherzare.
Non sarà quella vecchia mignotta della befana a portar via il superfluo che imbottisce cosce fianchi pancia guance e tutto.
Lo specchio è implacabile.
(oh no!)
Cadono gli aghi ormai quasi secchi dell'albero di natale e con essi cadano anche i paraocchi che vi han fatto credere che le feste siano una sorta di terra franca dove ci si può abbandonare ad ogni lipidica goduria.
Strazio e stridore di denti cariati.
Lamenti si alzano dalla landa desolata del principio di gennaio.
Oooh.
Rimpiangerete ogni santa fetta di panettone.
Ogni lenticchietta.
Ogni crostino imburrato con su il salmone.
Ogni cappelletto in brodo.
Ogni bicchiere di vino con le bolle.
E anche il cioccolatino, piccino piccino.
Piccino un cazzo.
Il giudizio è vicino.
In verità , in verità vi dico, l'espiazione sarà il marchio a fuoco di quest'anno appena nato.
Fruste e flagelli, lo scudiscio morderà la viva carne e il vivo lardo.
Catarsi assicurata.
Ne usciremo appena appena per la Pasqua e tutto il suo cioccolato.
In primavera.
Convertitevi, e credete al disgelo.
Buon anno, dunque.
E buona rigorosissima dieta.
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